• Domenica 19 Novembre 2017

    6° Vertikal di Punta Martin - Le iscrizioni sono aperte: affrettatevi!

  • Domenica 19 Novembre 2017

    6° Vertikal di Punta Martin - Le iscrizioni sono aperte: affrettatevi!

  • Domenica 19 Novembre 2017

    6° Vertikal di Punta Martin - Le iscrizioni sono aperte: affrettatevi!

  • Domenica 19 Novembre 2017

    6° Vertikal di Punta Martin - Le iscrizioni sono aperte: affrettatevi!

  • Domenica 19 Novembre 2017

    6° Vertikal di Punta Martin - Le iscrizioni sono aperte: affrettatevi!

VertiKal...perché il Martìn è il Martìn

Vertical Kilometer con partenza da Acquasanta (165m s.l.m.), frazione del Comune di Mele (GE), e arrivo a Punta Martìn (1001m s.l.m.), con 897m di dislivello positivo sulla distanza di 4,73 Km e alcuni passaggi tecnici di I e II grado in arrampicata.

L’appuntamento 2017 è fissato per Domenica 19 Novembre, con tante grandi novità e ricordando un’esclamazione tipica dei "vecchi” di Acquasanta: “ti vaè in sciù Martìn…..où Belin”.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

https://www.facebook.com/vertikaldipuntamartin


IN EVIDENZA

CSEN OUTDOOR VertiKal Punta Martin Il VertiKal di Punta Martìn è stato riconosciuto prova unica di campionato italiano CSEN Outdoor Vertical.
FISKY VertiKal Punta Martin Dal 2015 il VertiKal di Punta Martìn é stato scelto come prova unica che assegna il titolo di campione – campionessa Skyrunning regionale Liguria.

“Ci sono eventi sportivi e sport-evento. Della prima categoria si potrebbero fare mille esempi; io stesso, in un quarto di secolo, ne sono stato testimone a più riprese. C'è il gran nome, c'è la tradizione, c'è il battage pubblicitario, ci sono gli sponsor (verrebbe da chiedersi, alla Ali-G, "E le cose buone?") e l'evento in sé ne trae linfa. Della seconda categoria fanno invece parte quelle singolari congiunzioni astrali, quell'incontro di pianeti per cui ti trovi all'alba in un cantuccio semi-sperduto, arriva gente da mezza Italia, e, mentre tiri letteralmente l'inizio della gara, scopri che non sei solo tu ad essere... a casa tua.
Nel senso che c'è un affiato comune, più che una passione, che ti porta a condividere non solo il momento della performance ma anche il prima e, soprattutto, il dopo. Si parla con colleghi-avversari che vengono dal Trentino, dalla Toscana, dalla Svizzera, e si confidano e confrontano con te perché quando organizzano, progettano, realizzano qualcosa si trovano a dover risolvere gli stessi problemi e cercare le medesime soluzioni. E magari, dopo aver corso, si fermano 24 ore in più per visionare luoghi o percorsi che potrebbero venir buoni in seguito. Si sta per partire: oramai ci sono quasi tutti, molte sono facce nuove, ma sono facce da sport e di sport.
Ecco, il VertiKal di Punta Martin è questo, o almeno è stato questo per uno come me che le prime due edizioni per un motivo o per l'altro se le era perse, nonostante avrebbe dato l'anima per condividere anche solo un minuto del lavoraccio di un amico, no, due, anzi tre, o forse molti di più: perché sa come lavorano, come la vivono e, in particolare, come la pensano. Ed è merce rara. Ora sa anche come la vivono quelli che allo sport che diventa evento danno linfa. Sì, sport, filosofia di vita, sfida con la natura, il meteo e, solo incidentalmente, l'avversario. Che c'è, va battuto ma anche studiato, tanto che al rientro alla base prima di controllare il proprio piazzamento in classifica, molti chiedevano "Quanto ha fatto il primo?".
Perché in qualche modo a quel tempone hai contribuito anche tu.
Perché se non venivano 116 persone, il 23 novembre magari al vincitore non veniva nemmeno in mente di alzarsi dal letto a fine stagione, o almeno non quest'anno, poi il passaparola fra adepti lo avrebbe portato a Mele nel 2015.
Perché acqua, vento, nebbia e umidità li hai beccati tutti anche tu, e se nonostante tutto il dominatore delle prime due edizioni ha abbassato di un minuto largo il suo record ma è arrivato solo sesto, è perché il livello si è alzato anche grazie a te.
Non faccio nomi, né di persone, né di marchi, né di aziende, né di società, non credo sia necessario.
C'è uno sport, il Vertical running (o trail o come pare e piace) che diventa evento, e diventa il Vertikal, con la K, che ora deve alzare l'asticella perché ne ha i numeri e ha i numeri dalla sua, oltre a tutti gli ingredienti di contorno. Le Terme a 50 metri, il via con gente che sa dare la propria disponibilità per un contorno anche confortevole dopo sola e pura fatica, il percorso e la sua difficoltà tecnica, fino agli ingredienti della focaccia e dei dolci e di tutto il ben di Dio che se te li vieni a chiedere Matilde - ecco, un nome l'ho fatto - glieli dai a prescindere, per quel suo modo di fare.
E poi si dice che i genovesi sono chiusi! No, cari: se hai avuto la fortuna di girare il mondo per sport prima che per lavoro, di genovesi in questo senso (puri, naif, genuini, con tutte le chiavi di lettura, positive e negative) ne hai trovati anche in Canada, Australia, Cina, Gran Bretagna o Giappone. Solo che almeno nei primi due casi sono il 97% perché davvero della cultura della salute si è fatta da sempre una scelta di vita.
Non sono io a dover parlare di contenuto tecnico del 3Vertikal di Punta Martìn, c'è un crono che parla, ma sono io che posso dire che è ora di uscire dal guscio, passare a un livello di sport-evento riconosciuto come tale, un appuntamento immancabile. Questo sì che lo posso dire. E non credo di essere offuscato dalla nebbia.
Anche se io 43'31" per arrivare in cresta nemmeno in elicottero. Ma c'ero tante volte a edizioni 1, 2 e 3 di gare che poi sono diventate punto di passaggio obbligato, e le sensazioni e i numeri erano gli stessi dalle origini. Al limite non c'era la focaccia...”.

Stefano Silva

 

VertiKal Punta Martin locandina 2017

Clicca qui per scaricare la locandina

 

Questo sito utilizza i cookie. Continuando a navigare ne accetti l'utilizzo.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo

 PARTNER

 

Last News

PARTNER

Nella corsa gli ultimi non sono certo meno degni dei primi. Anzi, per certi aspetti lo sono anche di più. Arrivano fino in fondo correndo molte ore in più di quelli che sono in testa. Arrivano fino in fondo anche se sanno fin dall’inizio che non avranno mai una medaglia al collo

(cit. Marco Olmo)